Musica, danza e natura nelle tradizioni del Mediterraneo

Museo del Mediterraneo - Livorno

Museo del Mediterraneo - Livorno

Il  Museo di Storia Naturale del Mediterraneo propone tre spettacoli di antico costume popolare mediterraneo, sul filo conduttore del rapporto stretto tra cultura popolare e natura.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Alla scoperta delle nostre radici: il Museo e il territorio, incontro tra cultura, scienza e arte”, cofinanziato dalla Regione Toscana e finalizzato alla diffusione della conoscenza e valorizzazione del patrimonio archeoantropologico e storico del nostro territorio.

Il programma di spettacoli è stato presentato a Palazzo Granducale dall’assessore alla cultura Laura Bandini. Erano presenti la direttrice del Museo, Anna Roselli e Antonio Borzatti,conservatore al Museo per la botanica.

<<Questa iniziativa – ha detto l’assessore Bandini – conclude un anno di intensa attività che il Museo ha portato avanti insieme alle scuole del territorio che hanno aderito al progetto “Musica, danza, natura”>>.

Gli spettacoli, preceduti da conferenze sui vari temi proposti, mettono in scena elementi culturali che affondano le radici nel lontano passato delle prime popolazioni mediterranee e che giungono fino ad oggi permeati di tutta la storia che hanno attraversato.

Il primo spettacolo, dal titolo “Il cucco, il rossignuolo e il papagallo: danze medievali e rinascimentali” si è svolto l’11 giugno. All’iniziativa hanno partecipato gli studenti delle scuole medie Micali e Mazzini, con uno spettacolo di danze medievali.

Il Carnevale di Ottana (Nu) sarà l’argomento proposto nello spettacolo di sabato 14 giugno.  Alle 18.30  si svolgerà una conferenza dal titolo “Maschere i Sardegna: natura e tradizione”, a cura di Maria Grazia Gori dell’associazione Shardan.  Alle 21 rappresentazione dello spettacolo del Carnevale di Ottana a cura dell’Associazione culturale Sos Merdules Bezzos de Otzana.

Questa manifestazione viene fatta oggi coincidere con il carnevale ma in realtà ha origini antichissime: essa evidenzia il rapporto stretto tra l’uomo e la natura soprattutto per quanto riguarda la domesticazione degli animali. I figuranti indossano pesanti pellicce di pecora ornate da grossi campanacci che scuotono muovendosi con un ritmo quasi danzante. Il volto è coperto con le caratteristiche maschere di legno che raffigurano l’uomo (Su Merdùle), il bue (Su boe) o altri animali.

Sabato 21 giugno sarà di scena la tarantella. Alle 18.30 il prof. Giovanni Pizza, dell’Università di Perugia, terrà una conferenza su “Il tarantismo oggi: cultura, politica, ed economia di una tradizione”. Alle 19.30, musica e danze con la collaborazione dell’Istituto Musicale Mascagni e del Liceo Classico Niccolini-Guerrazzi. Alle 21 concerto a cura dell’associazione “Aria Frisca” di Felline (Le).

Con il termine tarantismo si definisce il fenomeno tipico dell’Italia meridionale (in particolare le Puglie) che vede la musica e la danza come unico rimedio per la guarigione dal morso di un ragno detto appunto Tarantola o Taranta. La cura si svolgeva a domicilio, i musicisti si recavano a casa della vittima dove potevano somministrare la terapia in uno spazio appositamente arredato  con nastri colorati, catini con acqua e specchi.

“La necessità di salvaguardare anche il prodotto delle culture umane – ha spiegato Anna Roselli – è stata ribadita dalle direttive stabilite nel 1992 a Rio de Janeiro per la conservazione della biodiversità. Le nostre tradizioni vengono oggi riscoperte e valorizzate non solo nell’ottica della mera conservazione della memoria del passato ma come motore di sviluppo economico e sociale di comunità un tempo depresse”.

Dall’ombra negletta del tarantismo nasce, ad esempio, una ricca e diversificata produzione artistica e musicale che si diffonde a livelli internazionali, così come le antiche maschere e le tradizioni della Barbagia vengono oggi conosciute, tramite le reti telematiche, in tutto il mondo richiamando un turismo di qualità attento ai particolari che la cultura popolare può riservare.

“La partecipazione e collaborazione da parte delle scuole a questo progetto, che pure si realizza in parte anche in periodo extra scolastico – ha aggiunto l’assessore Bandini – dimostra quanto sia forte anche nei giovani l’attenzione verso il nostro patrimonio culturale che, studiato come argomento di programma, viene poi vissuto in prima persona e partecipato con una nuova curiosità”.

La partecipazione  alle iniziative è a numero chiuso. Le prenotazioni si possono fare alla segreteria del Museo, entro i 4 giorni precedenti allo spettacolo.  Tel. 0586-266711, e-mail

Articolo su  www.provincia.livorno.it

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